SOTTOMISSIONE | Michel Houellebecq | tracce dal libro

Finalmente, dopo tanti "devo assolutamente leggere..." sono riuscita a trovare il tempo-spazio per addentrarmi nella Storia futura im(probabile), esplorando lo scenario magistralmente tracciato dall'autore di "Sottomissione". È di certo un romanzo destinato a lasciare il segno nella letteratura contemporanea. Come amante dello stile e dei contenuti della Atwood, posso dire di aver confermato l'idea che alcuni articoli e altri scritti di Houellebecq mi avevano dato, ovvero: se Margaret è la mia scrittrice distopica preferita, Michel ne è il degno compare. Benissimo. Posiziono "L'assassino cieco" e "Sottomissione" sullo stesso scaffale della mia libreria. Rifletto e condivido con voi alcune impressioni. 




1. Libero arbitrio. 
Nello svolgimento della trama, il protagonista François accetta l'idea che il libero arbitrio non esista. 
Un sistema dispotico perfetto ti fa credere di aver deciso tu gli sviluppi di una situazione, che tu abbia scelto di aderire al sistema, mentre questa stessa adesione il sistema "la dava già per acquisita". Sin dall'inizio del libro, sin dall'inizio della narrazione, l'Europa è destinata a finire nelle braccia dell'Islam. La tua conversione è soltanto la ciliegina sulla torta.

2. Donne.
Da femminista (molto moderata e tendente alla relazione tra le differenze), non una ma più volte mi sono agitata sulla sedia, leggendo di come il protagonista piano piano riscatti e tiri a lucido la propria vena patriarcale per adattarla alla proposta del partito, al nuovo ordine delle cose che altro non è se non un déja-vu vecchio come il vecchio Dio monoteista. Ragazzine per il sesso, quarantenni per la cucina, uno scenario quotidiano che riprende il filo de "Il racconto dell'ancella" e se ne va con lei a braccetto, divergendo però nel finale. Tanto nella donna con la cuffia bianca raccontata da Atwood rimane e cresce la voglia di libertà, tanto questa viene schiacciata e sedotta dall'idea di un Paradiso in terra, un paradisiaco talamo con vergini e prostitute, in "Sottomissione". D'altronde, la penna del caso è in mano a un uomo.

3. Tutto cambia, niente cambia.
Il nuovo governo di matrice islamica, instauratosi in Francia grazie a regolarissime elezioni, piano piano cancella dalla realtà tutto quel che in fondo disturbava anche gli altri partiti. Si ritorna a una sorta di Impero Romano, aperto ai paesi arabi e chiuso alla frammentazione. Unione. Famiglia. Ciao ciao diritti civili. Ma, in fondo, l'uomo bianco e l'uomo nero, l'uomo arabo e l'uomo cinese, l'uomo alfa e l'uomo qualunque non sono tutti uomini? Non dorme in ognuno di loro un Dio che esige ubbidienza? Così come la donna si deve sottomettere al maschio, suggeriscono i seguaci di Mohammed Ben Abbes, l'essere umano si sottomette al Dio unico. Questa è la chiave della felicità. 

Punto.

4. Cultura.
In questo romanzo, la Francia è dunque completamente islamizzata. L'università richiede docenti convertiti alla religione di Maometto. La cultura si allontana dal cristianesimo, dall'ateismo e dal vagare in cerca di approdi liberi e senza confini alza mura enormi, invalicabili se non ci si adegua. Cristo, per esempio, "si era trovato a proprio agio tra le donne". Il nuovo assetto culturale, invece, pone gli uomini come presupposto. È la sottomissione, ancora e sempre, "l'idea sconvolgente e semplice" che permea il romanzo, "che il culmine della felicità umana consista nella sottomissione più assoluta".

La trama, in breve:

Parigi. Il tempo che sarà. François, quarantenne studioso di Huysmans, docente universitario, non riesce a instaurare una relazione significativa con una donna. Salta di fiore in fiore esplorando il giardino delle proprie studentesse; sono queste ultime a mollarlo, il che accade ogni volta in autunno con la scusa dell'aver 'conosciuto un altro'. Soltanto la bella Myriam trova un posto leggermente più comodo nel cuore dell'uomo, o forse sarebbe meglio dire nelle fantasie sessuali di lui, tra escort e immagini di donne dal velocissimo decadimento fisico - la proiezione del proprio stesso incedere verso la vecchiaia non è supportata da un'idea di adultità. François è quel che è, ma le donne sono o ragazzine o vecchie. Gli eventi politici e sociali della Francia precipitano tutte le possibilità in un unico calderone di non senso. Gli equilibri personali, collettivi e spirituali mutano bruscamente, il sistema consolidato è rotto. Complice il centro sinistra, zittito il centro destra, non resta che lasciar emergere un nuovo ideale restauratore di Patria, Famiglia e non Libertà. Chi lo avrebbe detto? In fondo, però, per François non sarà così male. La ragione spegne i lumi, si adatta, si sottomette.

Voto:
Emozioni | 8
Riflessioni | 10
Lo rileggerò | No
Leggerò altri libri di questo autore | Sì 

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