mercoledì 27 luglio 2016

BUONE VACANZE DA BARLUMI DI COSCIENZA

Con questo mio disegno vi auguro di trascorrere un'estate piena di sogni, un'estate di stelle e di barlumi di consapevolezza. Condividerò gli articoli più letti sulla Pagina Facebook: https://www.facebook.com/barlumidicoscienza/?fref=ts

A presto...

lunedì 18 luglio 2016

CINEMATERAPIA (del #lunedì) - TI (S)CONSIGLIO UN FILM - MARTINE MONTEIL (IL KILLER DELLA BASTIGLIA)

Martine Monteuil è stata la prima donna a capo della squadra anticrimine della polizia di Parigi. Grazie a lei molti assassini sono stati assicurati alla giustizia; tra questi, il famigerato Guy Georges, meglio noto come "La Bestia della Bastiglia" è finito dietro le sbarre con una condanna all'ergastolo. Il film in questione, facilmente recuperabile in streaming con la titolazione italiana "Martine Monteil - Caccia al killer", non è - occorre dirlo - una pellicola che definirei indimenticabile, ma si tratta di un indubbio stimolo alla riflessione. 

"The Bastille Killer - A woman's fight" si focalizza sul caso di Guy Georges, l'antillano che stuprò e sgozzò una serie di splendide fanciulle negli anni '90. Vi metto il link relativo all'omicida qui sotto, per conoscenza.




La Bestia fu arrestata dalla Monteil nel 1996. La donna, intraprendente leader in un mondo decisamente maschilista, è nota per essere non soltanto la prima a ricoprire quel determinato ruolo professionale, ma anche per il suo supporto all'apertura della prima banca dati del DNA.



CONSIGLIO

Questioni interessanti sulla quali riflettere, stimolazioni a partire dal film.

1. Viene voglia di approfondire la storia di questa donna, così bella e affascinante. Nata nel 1950, Martine è una professionista affermata ma anche una madre, una moglie che crede nel dialogo e nel supporto reciproco, un'amica per gli uomini. Se il film non mente, diciamo - e da quel che si evince andando a leggere articoli e scritti che parlano di lei il film le somiglia davvero - questa signora ha una marcia in più, ovvero quella dell'equilibrio come percorso quotidiano, come Temperanza (XIV) insegna. Le emozioni non si negano: si provano e si rielaborano; la rabbia e la paura si accolgono e poi si traducono in azione. L'Animus, elemento maschile nella psiche della donna, può essere integrato senza essere "imitato", può diventare uno spirito che accompagna la donna senza che questa debba incarnarlo. Insomma, Martine Monteil è una figura da annoverare nella lista "Donne da far conoscere alle donne".

2. Leggendo la storia specifica di Guy Georges, si incappa nella questione "madre". Una madre che non c'è e non c'è mai stata. Una che, oltre ad abbandonare il figlio, gli ha messo i bastoni tra le ruote, impedendo al neonato di poter essere adottato da altri. Una donna che non si è preoccupata di comportarsi nel modo corretto, non ha avuto nemmeno il corretto modus operandi "abbandonico" che lascia speranze. In pratica, il futuro assassino è passato da una famiglia numerosa all'altra senza essere considerato da nessuno. 

Quindi, detta in "parole povere", mi sento di esprimermi come segue:

Una vita di merda, diciamolo.
Tutto questo non giustifica gli omicidi, per carità. 
Quanti bambini abbandonati, negati, stuprati, denigrati NON si trasformano in stupratori... o peggio.
Certo.
E poi, dico io, basta con il "tiro alle madri". Non è sempre colpa delle madri, se un maschio cresce come disastro umano.
No, certo.
Però c'è anche quella parte lì, porca miseria.
Tua madre ti crea dal proprio corpo, ti molla lì sulla soglia della vita, se ne frega di te e del tuo futuro, ti annulla. E poi tu sei pieno di rabbia, ma così tanta da metterti a far fuori decine di donne.
Per carità, e tuo padre dov'era? Eh? Dov'era? E comunque potevi incappare in famiglie affidatarie più affettive, certamente. E magari adesso che sei condannato all'ergastolo incontrerai una madre e un padre "altri" da proiettare ad hoc negli psichiatri, negli psicologi, chissà. 
Ovviamente non hai più speranze. 
Avrai, tuttalpiù, un rattoppo posticcio, un'anima patchwork.
Nemmeno le donne che hai ucciso hanno speranza. 
Non più.
Non so, ecco, volevo dire che i maschi sono sicuramente gli agenti del femminicidio, in generale. Però le donne, noi donne, un pensiero relativo a come trattiamo i maschi, i mariti, gli amici, i figli, eccetera, ecco... non dico che non lo facciamo già, eh... dico: continuiamo a pensarlo, il pensiero.

P.s. - riflettiamoci, su quanto abbandoniche, o al contrario invasive, doppio-legame siano queste donne generatrici di mostri. Che poi, certo, certo, c'è anche la belva nata da femmina perfetta.

SCONSIGLIO

Come ho già scritto all'inizio di questo articolo, il film in se stesso non è una pellicola indimenticabile, ma, se avete un'ora e mezza libera, la sua visione può essere utile per approfondire le tematiche di cui sopra e per aprire nuove domande, nuove riflessioni.