lunedì 17 ottobre 2016

NOVANTENNI CHE INVENTANO FAVOLE vs. BAMBINI - la meraviglia del condurre gruppi con creature di ogni età

Le biciclette del gruppo di anziani creatori di favole sfidano le bombe...

Gruppi creativi, gruppi magici. Un insieme di persone che, quando si ritrovano, ricordano ciò che era andato perduto nei meandri di un mondo antico, piccolo e vastissimo, speciale: la meraviglia del condurre gruppi con gli anziani ricoverati in alcune strutture del Piemonte. Un altro insieme sinergico di creature venute al mondo da pochi anni: la ricchezza del condurre laboratori con i bambini.

Quando, più di quindici anni fa, ho deciso di specializzarmi in psicoterapia di gruppo e in psicodramma analitico individuativo (junghiano) sapevo dove sarei andata a parare, ovvero: nella pratica clinica che maggiormente mi si confà. 
Tra un laboratorio di drammatizzazione e un vero e proprio psicodramma terapeutico; tra i laboratori di dramma-terapia e la formazione agli operatori delle strutture; tra i gruppi di supervisione e di narrazione io continuo oggi a navigare. L'utenza è varia ora come allora: ho a che fare con i bambini e con gli anziani. 
Ad esempio SABATO 22 OTTOBRE alle ore 16.00 sarò al Circolo dei Lettori di Torino per inventare storie con una banda di fanciulli dai cinque anni in su. Sul mio blog favolesvelte.wordpress.com potete trovare gli articoli che illustrano le mie attività presenti e future, ma anche i post che raccontano quel che è avvenuto durante le feste di paese e le fiere dedicate ai libri alle quali ho partecipato in veste di cantastorie.
Bambini e novantenni giocano volentieri. 
Sarà scontato dirlo, ma lavorare con gli uni e con gli altri mi offre lo stesso divertimento, mi rende felice perché mi arriva chiaro e forte il senso del mio lavoro, e alla fine ne usciamo tutti più arricchiti.
I ricordi dei "ragazzi" che hanno visto la guerra e che adesso abitano nello spazio del "riposo" sono brecce che illuminano un'infanzia fuoriuscita dal buio. 
Si parte sempre dal suono delle bombe che cadono, perché le memorie della guerra sono dure da cancellare, sono le più forti. Ma il gruppo è vitale anche per chi è lievemente compromesso a livello cognitivo; le energie che si risvegliano valgono per tutti e contagiano ogni anima. 
Oggi, ad esempio, il Signor XY ha disegnato la sua bicicletta. Nelle battaglie della vita, lui ha sempre pedalato. "Vivi? Pedala!" - gli ha risposto la sonnecchiante Signora XX. Tutti pensavano che stesse dormendo, e invece no: ascoltava quel che gli altri andavano narrando. Ed ecco, i partecipanti al laboratorio erano in fibrillazione. Le bombe dimenticate, la bicicletta come protagonista del cercare di cavarsela da soli PROCEDENDO oltre le paure. Detto da donne e uomini nati negli anni '20-'30 del secolo scorso tutto ciò è un concetto placcato in oro, forse platino. 

L'oro emerge in gruppo anche quando i partecipanti sono tutti tesi al futuro perché nati ieri o poco più: bimbi che frequentano la scuola materna, pieni del fuoco della creatività. Indirizzarli a creare una storia non è partire dai ricordi ma dai sogni ad occhi aperti, dal gioco e dalla fantasia. Come quel cinquenne che l'altro giorno mi ha detto: "Lo sai che una volta io ho visto un pesce pagliaccio ma non rideva?" e poi, per far ridere il pesce e per ridere tutti, gli altri bambini han voluto inventare una fiaba marina su misura. O come quella volta in cui il drago è stato salvato perché era buono, e aveva la conoscenza della terra. Detto da creature che sulla terra camminano da poco, tutto questo è oro, anzi no: platino e sorrisi anche per me.

Buona serata a tutti.

sabato 1 ottobre 2016

QUEL SOSTENIBILE E CONCORDE COOPERARE - elementi di psicodinamica dei gruppi e nidi di Cyrtophora

Aracne - Gustav Dorè (1832)

ATTENZIONE!

Se soffrite di aracnofobia evitate di leggere questo articolo:
contiene fotografie inequivocabili di ragni e tele cucite con fili di seta.

PAROLE CHIAVE
individuo
gruppo
sostenibilità
concordare
cooperare
madri
donne
rete
#distintianimali

Ph. Luciano Borgna - #lucianoborgnaph
A proposito di cooperazione, ho letto un articolo sulla differenza tra gli uomini e le donne rispetto all'evitare i conflitti durante le relazioni umane orientate a un obiettivo comune. I risultati delle ricerche sono stati pubblicati sul Journal of Social and Personal Relationships e sostengono che "gli uomini sono più orientati ad evitare i conflitti". Le donne, invece, tenderebbero a fare di se stesse dei “regolatori emotivi”, essendo maggiormente focalizzate sul ricercare la radice di un problema, per sviscerare il problema stesso e per tentare di risolverlo, anziché minimizzarlo.
Che novità.
Sarà proprio così? Accadrà diversamente?
Ammettiamolo: le ricerche in ambito psico-sociale non sono verità assolute ma relative, da cogliere come orientamento per le nostre riflessioni - scientifiche e non.
Esiste, è da dire, una interessante meta-analisi del 2011, risultato di circa cinquant'anni di ricerche attraverso le quali si è scoperto che invece no, che la saggezza popolare è una farloccheria perché gli uomini, i maschi, sono cooperativi tanto quanto le donne, se non di più. Sanno risolvere i problemi e sono capacissimi di fare compromessi con i loro simili XY, mentre invece le donne si fanno lo sgambetto tra di loro con le décolleté tacco 12.
Insomma, io nella mia mediocre coscienza a barlumi dico: dipende.
Dipende dal livello culturale e dalla profondità individuale, maschi o femmine, androgini o androidi che siamo.
Però aggiungo: prenderei esempio da coloro che davvero mostrano al mondo una reale, concreta, feconda capacità di cooperare in modo concorde.
Siete d'accordo? 


Cyrtophora Citricola - #lucianoborgnaph
Nel mio giardino al mare ho potuto osservare una tela di "Cyrtophora Citricola", ragno di notevoli dimensioni (così come è di notevoli dimensioni la sua umile dimora di fili di seta).
Sono rimasta affascinata da questo metro e mezzo di casa su misura per sei, sette, forse otto ragni, ognuno dei quali con la propria sacca di uova (ovisacchi). 
Come mai le mamme-ragno stanno insieme in un'unica tela? Ho cercato notizie e spiegazioni su internet ma non ne ho trovate. Ho domandato allora ad Alice Longoni, biologa che si occupa di biodiversità e lei, tramite l'aracnologo Mauro Paschetta, mi ha fatto sapere che sì, che questo tipo di Aracnidi tende a costruire abitazioni collettive, ovvero delle "tele coloniali" quando ci sono più individui dentro un territorio ristretto. 
Ora.
Il giardino offre alle signore con otto zampe diverse location per tessere un nido, ma evidentemente quella postazione lì, quel metro di vuoto tra due cipressi Leylandii, quello spazio in pieno sole e in piena luna è stato istintivamente giudicato perfetto per costruire il... condominio.
Aggiungo, poiché anche questo dettaglio non è da poco (secondo me): Mauro Paschetta mi ha detto che spesso ci sono ragni di altre specie che si inseriscono nello spazio delle mamme-Cyrtophora. Che bello! Altri ragni si insediano nella tela altrui e sono pure benvenuti. Si sta insieme perché conviene a tutti, perché non ci si fa la guerra ma si collabora.

Ho pensato ad alcuni gruppi di donne che conosco.
Ho pensato alla mia poesia che si intitola Aracne e alla cura del segreto della tessitura, alla dea Atena e alla saggezza.
Ho chiesto a mio marito di fotografare la tela delle tele.


Mani di donna e scritture in gruppo per MEDICAMENTA*


Il mito di Aracne racconta di una fanciulla, figlia di un tintore, abilissima nel tessere. Artista dell'operare con i fili, Aracne apprende da Atena i segreti del creare tessuti. Convinta di saperne da sempre di più della dea sua maestra, Aracne la sfida a duello, ma la sua presunzione fa adirare la divinità della sapienza. La fa arrabbiare così tanto che quest'ultima distrugge il lavoro della prima. La figlia del tintore si impicca, ma poi la dea trasforma la giovane suicida in ragno, un enorme animale costretto a tessere per l'eternità. 
Noi, figlie delle figlie di Aracne, che cosa possiamo fare per restare in armonia con Atena senza dimenticare le nostre possibilità creative e facendole fruttare?
Anche l'essere consapevoli delle nostre abilità mantenendo l'umiltà della concordanza con l'altro, cucendo i fili della cooperazione è, in fondo, arte della tessitura.
#lucianoborgnaph


Il gruppo è come un’unità, una totalità dinamica le cui proprietà strutturali sono diverse dalle proprietà strutturali delle sottoparti. Una totalità dinamica è caratterizzata dalla stretta interdipendenza delle sue parti. Le proprietà strutturali sono caratterizzate da rapporti fra le parti piuttosto che dalle parti o dagli elementi stessi. 
Kurt Lewin, 1943

#lucianoborgnaph
Siamo in tanti e siamo in tante. Siamo otto miliardi di bipedi, armati di fili per connetterci e per legarci, per catturarci o per tessere una tela di relazioni. Viviamo incontri che diventano coppie e gruppi o scontri decisivi che tagliano la rete. 
Ci  articoliamo, l'uno con l'altro, tra donne, tra uomini, tra pari e dispari.
Inventiamo affiliazioni, seguiamo affinità elettive, obiettivi razionali condivisi e ispirazioni da scambiare con aspirazioni comuni o meno.
Siamo preoccupati per il nostro umano futuro, per il destino del pianeta sul quale camminiamo e andiamo ad abitare luoghi incerti. Diveniamo noi stessi con gli altri condividendo spazi collettivi nei quali coabitano similitudini e diversità, in molteplicità. 

Siamo in tanti.
Siamo soli e siamo insieme.
Di certo, siamo complessi.

L'osservazione del nido condominiale delle mamme ragno mi ha regalato stimoli in gran quantità e ispirazioni. Vederle tessere con calma e precisione. Vederle costruire le sacche nella rete di abitazioni. Che meraviglia! Tornata a Torino ho ripreso le mie attività: individuali, di coppia e in gruppi professionali. Mi piace condurre laboratori da sola, ma apprezzo ancora di più co-condurre, e mi piace farlo soprattutto al femminile. Ho quindi incontrato la mia socia di MEDICAMENTA - LINGUA DI DONNA E ALTRE SCRITTURE per riconnettere le nostre idee e per promuovere il nostro progetto. Ho incontrato le donne di Se Non Ora Quando (gruppo di Torino), coordinate da Laura Onofri, per tentare di collaborare con loro portando le mie competenze e imparando da quelle dei membri del gruppo. Ho scoperto, tramite la blogger Daniela Pellegrini che si occupa di comunicazione, il fatto che a Milano, a Torino e dappertutto esistono donne che si mettono in gioco nella Rete al femminile. Interessante! Sono andata a curiosare e approfondirò la faccenda. Mi sono anche confusa e ho esplorato la Rete delle donne: attivissime ed energetiche. Mi sono messa a organizzare le serate di presentazione di un libro tessuto in tre: Silvana Graziella Ceresa, Simonetta Putti ed io. Si tratta di "Utero in anima"

http://www.psychiatryonline.it/node/6427

Insomma: ho ammirato, riconosciuto e trovato concordanza con amiche e conoscenti, colleghe e sconosciute tessitrici. Non vi piacciono i ragni? Ne siete sicuri? Nemmeno come metafora? 

Nostra Signora Cyrtophora <3