MARY POPPINS VIEN DAL CIELO - archetipi, tipi e miti femminili

Mary Poppins vien dal cielo.

Vien dal cielo cantando e si posa sulla terra giusto il tempo di compiere la propria missione, giusto in tempo per seguire il proprio "progetto nomade" e poi via, sulle ali del vento, verso dove, fino a quando... 



Staffan Bergsten, Professore di Storia della letteratura all'Univerità di Uppsala in Svezia, analizza la figura dell'eroina nata tra le pagine della scrittrice Pamela Travers e poi accolta nel mondo disneyano in "Mary Poppins tra mito e realtà", un testo molto utile per approfondire il tema in termini archetipici.  



Bergsten apparenta Mary alle divinità aeree, agli elementi celesti, al mondo dell'intuizione. Il movimento di ascensione, il volo verso l'alto al termine di ogni opera (esistono più puntate del romanzo per ragazzi, secondo le quali Mary Poppins "ritorna") e il movimento di discesa sulla terra sono percorsi che si snodano tra inconscio e coscienza. Lo storico associa alla nostra eroina l'Ariele de "La Tempesta", lo spirito amorale e mercuriale, l'elemento vento. 

L'autore ricorda che in tutte le mitologie il vento dell'Est "significa nascita, mattina e risurrezione, mentre l'Ovest significa morte e partenza." 

Entrambe le direzioni sono coinvolte nel movimento di Mary Poppins - nell'arrivo e nella partenza - come metafora della vita che è transizione dall'infanzia all'età adulta e oltre...

Potremmo dire, dal punto di vista della psicologia analitica, che l'elemento Puer è in lei preponderante, se guardiamo alla difficoltà (?) - alla scelta (?) - di non sostare troppo a lungo nella realtà quotidiana del mondo. 
L'eterno errare rende Mary un po' Peter Pan corredando i suoi sogni di elementi affettivi e nostalgici, rendendola capace di essere simile ai bambini dei quali si prende cura, eppure contemporaneamente direttiva, portatrice di Logos adulto che insegna a non attaccarsi troppo alla prospettiva materiale, alle persone, agli oggetti. Sapersi distaccare, accettare il distacco pur mantenendo vivo l'affetto nella relazione è la grande lezione di Mary Poppins. 

Quando Mary Poppins se ne va, di lei non resta che una piccola luce, "appena più grande, ma simile in tutto a una stella.
Nella mitologia greca, ci ricorda Bergsten, ci sono molti esempi di eroi ed eroine trasformati dopo la morte (e si sa che partire è un po' morire) in stelle e costellazioni. Ercole ascende al cielo come costellazione. I capelli di Berenice diventano corona stellata. Le Pleiadi "colombelle" furono in vita le figlie di Atlante e Pleione.

Mary Poppins sparisce alla vista per tre libri dopo essere giunta a casa Bank per tre volte. Giovanna e Michele crescono ad ogni fase e Viale dei Ciliegi continua ad essere punto di riferimeno, base, Vaso alchemico in cui lo spirito femminile Mercurio porta in dono la saggezza del sogno, della fantasia, del mondo sovrasensibile. 

L'elemento "ombrello" è per Mary Poppins come le ali piumate degli uccelli. Una sorta di animale-oggetto, un Phallos con "manico a pappagallo".

"... con un balzo, come se l'ombrello fosse contento di essere libero, s'innalzò nel cielo."

Pensando all'ombrello possiamo riconoscere l'aspetto protettivo (il para-pioggia) e convesso della faccenda - non è forse un contenitore da utilizzare al contrario? - e quello dell'asta-bastone, la verticalità da passeggio, il fallo dotato di manico. L'ombrello è uno strumento di collegamento tra il cielo e il corpo umano. 

Nell'Enciclopedia Treccani scopriamo che "l'origine dell'ombrello è sacra e simbolica. Attributo di molte divinità, in Atene l'ombrello bianco era portato altresì dal sacerdote di Posidone e dalla sacerdotessa di Atena, e nelle feste in onore di Bacco una baccante portava l'ombrello dietro la statua del dio." - "L'ombrello divenne poi simbolo di potenza e segno di giurisdizione, come il baldacchino. I primi a farne uso in questo senso furono gli Assiri, i Persiani, i Cinesi; anche gli Egiziani ebbero grandi parasoli di piume fissati sui carri regali."
D'altronde, una eroina "praticamente perfetta sotto ogni aspetto" (cit. Mary Poppins) non poteva che avere con sé un oggetto simbolo di privilegio, uno scettro ombrellato con il quale volare, un po' regina della casa e un po' dei cieli.

Lei mi piace, è ovvio.

Lei sa come appellarsi al mondo della fantasia e l'immaginario, in cambio, le regala una potenza rara, ovvero la capacità di giocare con le immagini, di viverle come vuole, detto-fatto.

Scrive ancora Staffan Bergsten a proposito delle fantasie che Mary mette in atto, della sua capacità di volare, di essere fluttuante e rapida - "Psicologicamente è un modo di realizzare un desiderio umano universale, proprio come la straordinaria forza di Pippi Calzelunghe realizza il desiderio di essere fisicamente superiori in ogni situazione."

Inoltre, Mary comprende il linguaggio della natura, degli animali. Il sole stesso le parla, le stelle l'accarezzano. Le cose del creato sono con lei perché lei stessa riflette l'equilibrio naturale. Non forza nulla. E tutto fluisce come dovrebbe, e come lei desidera.  

Mary Poppins è una creatura semi-divina, capace di stare sulla terra e di volare via, è l'archetipo della saggia e della fanciulla così come abbiamo già accennato. Un elemento psichico ideale per apprendere la vita affidando a lei i nostri sogni dimenticati e le nostre capacità dormienti.

Nel primo episodio della serie letteraria di Pamela Travers, ad un certo punto compare un uccellino, uno storno, "deliziato dai nuovi arrivati", ovvero i bimbi piccoli della famiglia Bank. Mary Poppins lo trova "impertinente" e lo sgrida ma, contemporaneamente, ne ascolta la voce, lasciando intendere che bambini, animali e alberi, ogni cosa parla e canta lo stesso linguaggio... bisogna solo re-imparare, ritornare ad ascoltare.

"Certamente dimenticherete, come Giovanna e Michele. Non è colpa vostra certo ... perché non potete far nulla in contrario. Non c'è mai un essere umano che abbia ricordato dopo l'età di un anno negli anni più avanzati, eccetto, naturalmente... E girò la testa sulla spalla indicando Mary Poppins." 

Questi elementi legati al linguaggio fatato e naturale ci rimandano a Peter Pan, il quale, al pari di Mary Poppins, possiede il dono della leggerezza e della comprensione linguistica ultra-mondana. Mary però non è incapace di sostare, non è perennemente in cerca di un'ombra che scappa. Lei, ad esempio, ha un amico che di nero e nel nero si veste: lo spazzacamino, Animus che "pensieri non ha" ma di fantasia, come questo femminile particolare, ne possiede in abbondanza. Inoltre, abbiamo visto come per lei sia importante il compito, l'impegno nel proprio mandato di cura ed educazione.
Se James Hillman disse che "preferiremmo essere dei senza tetto, piuttosto che trovare riparo in una fantasia psicologicamente repressiva", e lo stesso Jung affermò che in terapia si può diventare una "persona opportunamente disadattata"; se Raffaele Morelli parlava di "immaginario assente, cioè l'immaginario malato caratteristico della nostra epoca che si richiama all'assenza, mentre nella ritrovata coscienza delle immagini sta il nostro FUTURO destino", beh, possiamo dire con cognizione di causa che il principio femminile messo in gioco da Mary Poppins è sulla via di Eva Futura, sta nell'area dello sviluppo auspicabile di ogni donna, ed è non come ogni donna potrebbe desiderare di essere ma è
- un aspetto da non dimenticare;
- un'amica da richiamare in se stesse;
- una buona immagine di Puella congiunta alla Sophia-guida e saggezza;
Concludo con una citazione da Silvia Di Lorenzo, psicoanalista junghiana, scrittrice di un libro che lessi molti anni fa dal titolo "La donna e la sua ombra".

"Il futuro della donna si presenta estremamente complesso. ... È vero che l'evoluzione della donna esclude in ogni modo un suo ritorno a quei ruoli cui veniva obbligata in passato. ... Le dinamiche che daranno vita a questo nuovo femminile sono difficilmente categorizzabili. Siamo arrivati a una situazione che potremmo definire ... una svolta. Lo stato avanzatissimo dell'inquinamento, il rischio di una guerra, lo stato di malessere della natura... Un femminile che è mancato per troppo tempo. È un meccanismo che attiva un recupero del femminile, di un femminile di cui non si può fare a meno."

Silvia di Lorenzo affermava questi concetti negli anni '90 (note da "L'eredità di Jung"/Riza scienze-febbraio 1990)- sono passati venti anni e siamo ancora qui, e siamo qui a cercare strade, vie, materiali per cuocere noi stesse dentro l'alambicco, per stare al mondo con il senso dell'essere individuale e del femminile come principio necessario perché il collettivo si rigeneri, e del femminile-con-il-maschile per avviare le relazioni vitali affinché il mondo che amiamo sia vivo, ricco, in movimento dinamico.



Valeria Bianchi Mian
CREATIVE COMMONS/ARR

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