PSICOLOGIA DELLA VOLPE - KITSUNE E L'ASTUZIA NELLA VITA QUOTIDIANA

La volpe dal pelo fulvo e dal musetto affilato mi affascina. Si tratta di un animale ritenuto tanto magico quanto spesso è temuto. Nella cultura popolare, la rossa volpe appare come un essere fiabesco, ma è concretamente perseguitata perché abile cacciatrice, nonché uccisa brutalmente - per sport più o meno regali o per vendetta - da ben altri cacciatori e dai contadini.
In alternativa, è desiderata, è ambita per la sua pelliccia, e quindi allevata, sfruttata e scuoiata; da possibilità di essere animale-guida diventa accessorio da indossare


La volpe malandrina...


Carlo Collodi ci ha regalato l'immagine di un brigante-volpe: il malvivente che inganna Pinocchio, perfettamente accoppiato al gatto. 



... compagna del gatto.

Nelle storie più antiche, in molti racconti, leggende e fiabe tramandate in lungo e in largo per tutto il mondo, la volpe mette in mostra gli aspetti più truffaldini di se stessa. Secondo questa linea della tradizione folkloristica, la volpe è il trickster, ovvero il Briccone divino.


Il Briccone-Imbroglione è uno spirito mercuriale, appartenente alla zona di confine tra gli opposti terra e cielo, mondo vitale e infero. Si tratta di un personaggio che nella mitologia greco-romana ha a che fare con il ben noto Hermes/Mercurioil messaggero degli dei, dio della parola, dell'eloquenza e dell'inganno, del commercio e degli scambi, dei viaggiatori e anche dei ladri. Conoscitore degli incantesimi più complessi, l'astuto Mercurio aiuta un altro ben noto e scaltro personaggio a liberarsi dalle mire della maga Circe: stiamo parlando di Ulisse. 

Lo spirito Mercurio (non mi stanco di ripeterlo anche se ne ho già parlato in molti dei miei precedenti articoli) è anche il ligamentum alchemico, l'elemento di connessione tra gli opposti fisso-volatile, maschile-femminile, e partecipa ad entrambe le nature.  


Il dio dell'inganno, naturalmente...

Carl Gustav Jung
nomina il Briccone più volte nelle pagine della sua immensa opera. Questo personaggio appare nelle storie pubblicate negli anni '40 dal dottor Paul Radin, storie che narrano degli indiani Winnebago (Hero Cycles Of The Winnebago - I cicli dell'eroe dei Winnebago). L'Ingannatore appartiene ad una fase potremmo dire "adolescenziale" dello sviluppo dell'archetipo dell'eroe, un livello che va di pari passo con quello culturale, collettivo, e con l'evoluzione dell'individuo sulla strada della vita. Il suo mutar di forma non è trasformazione ma travestimento, mutevolezza senza coscienza. Eppure, egli è il fondatore della civiltà: gli indiani Winnebago credono che il loro simpatico Briccone, grazie al dono del Rito magico, sia colui che ha dato il via alla storia.

GLI INGANNI DEL TRICKSTER


Nei secoli dei secoli...

L'immagine qui sopra è tratta dal medievale Roman de Renart, una raccolta di racconti satirici in versi scritti in rima baciata e dipinti principalmente da Pierre de Saint-Cloud (XII°-XIII° secolo), con storie di animali che si comportano come uomini. La volpe Renart è la vera protagonista, in danza tra inganno e saggezza. 

Partendo da Esopo e attraversando il medioevo troviamo numerose avventure nelle quali sono gli animali a "fare il mondo" e a tessere le trame fino ai giorni nostri. Un esempio contemporaneo che vince su tutti: ho parlato della volpe nel mio articolo di lunedì (#cinematerapia - Zootropolis - il personaggio di Nick). Le storie di animali antropomorfi sono numerose e attraversano i secoli, prima oralmente poi dipinte sui manoscritti fino al cinema moderno.


Anche Walt Disney ci ha regalato una volpe da amare...


La volpe appartiene alla nostra sfera psichica come elemento portatore di inganno ma anche di riscatto. Il trickster è un personaggio particolare, ricorrente nei miti e nelle leggende di molti paesi, rappresentato principalmente come un coyote nel Nord America, o una volpe nel folklore e nelle fiabe europee, o una lepre, associato a creature antropomorfe la cui moralità non è connessa alle aspettative della società. Capace di sospendersi tra l'ordine e il disordine, l'eroe Briccone non teme il caos (che conduce con sé e attraversa per emergere dallo stesso) quanto piuttosto la fissità.
Kitsune è una ragazza...















KITSUNE - LA RAGAZZA VOLPE



Vi consiglio vivamente di godervi questo cortometraggio d'animazione della Pixar. Pochi minuti di favola e di bellezza...


Nella mitologia giapponese, la volpe è una ragazza. Kitsune, la volpe, assume sembianze animali o umane a seconda delle situazioni. Si inserisce nel filone delle donne divine teriomorfe che, di volta in volta, a seconda dei contesti culturali e narrativi assumono forma serpentina, come - esempio tra tutti - Melusina - o di uccelli differenti e variegati...

La psicologia analitica ci apre la porta al discorso dell'Anima, la quale come elemento psichico fondante è connessa alle parti istintuali-animali della personalità e ci parla attraverso le immagini simboliche nei sogni, nelle fiabe, nei miti e nelle leggende. L'Anima appartiene alla psicologia dell'uomo come controparte femminile, ma è indubbiamente aspetto del Sé in ogni donna che intraprenda il proprio percorso di coscienza; è danza di volti e composizione dinamica, poliedro che la guida dal centro della personalità.

La figura di Kitsune è associata all'inganno - la trasformazione in donna per ingannare gli uomini, seducendoli (là dove la seduzione appare come inganno) - ma anche alla relazione speciale, unica, di una creatura magica con un essere umano. Alcune Kitsune si sposano con uomini comuni, che non han nulla di mitologico, così come avviene nelle leggende europee delle spose fatate. Come appunto la fata Melusina, moglie di Raimondino, per rinnovare l'esempio di congiunzione con l'Anima.


Kitsune è di certo astuta, ma sarebbe riduttivo associare solamente questa caratteristica da linguaggio comune alla bella volpe. La scaltrezza aiuta ciascuno di noi a districarsi nel sottobosco del quotidiano, a svelare piuttosto che a ordire gli inganni che vengono tramati contro di noi (così come Mercurio aiutò Ulisse). Questo aspetto dell'intelligenza è la nostra volpe interiore, la nostra amica, ma non basta: la volpe è una creatura spirituale, piena di valore. 

Dialogare con la volpe ci offre spunti di saggezza, intuizioni uniche. In Giappone la volpe è magica, associata a poteri straordinari. Può aprire nuove vie alla conoscenza profonda di sé. La volpe come compagna immaginale ci guida al di là del testo, ci conduce negli interstizi tra le parole, tra le righe nei non detti, nei non scritti. 

D'altronde: 


"L'essenziale è invisibile agli occhi..." 
(Antoine De Saint-Exupéry)

La volpe addomesticata dal Piccolo Principe, così come la fata addomesticata dalla relazione con l'essere umano, diventa qualcuno che richiede una cura maggiore rispetto a chi è nato domestico. Per questo i matrimoni fatati falliscono, se il consorte umano non rispetta la fatalità-naturale della sposa- vedi ancora la storia di Melusina.


SAGGEZZA ISTINTUALE

Ogni azione nel nostro quotidiano è supportata dalla saggezza, una saggezza che passa attraverso la possibilità di utilizzare anche il guizzo della furbizia, l'astuzia, l'intelligenza che afferra al volo l'idea. 

"L'anima saggia sta nell'enigma", scrive Jung, e nella furbizia mercuriale: nel fare coscienza, la volpe ci aiuta ogni giorno. Se l'io si mostra rigido, l'anima ci porta l'altra parte, furbescamente, se siamo in contatto con l'inconscio, ci guida a leggere tra le righe. La volpe può aiutarci a non eccedere nell'uno o nell'altro senso. La sua non è la furbizia del furbastro ma del furbetto. Del briccone divino è lo spirito vivo, un'astuta abilità e un'astuzia abile a maneggiare la parole, ma senza deprivarle dell'anima. Le risorse della volpe sono strumenti che fan parte delle nostre ricchezze interiori. Da conoscere e allenare, qualora non siano ancora buone abitudini.

Valeria Bianchi Mian




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