domenica 17 gennaio 2016

LA VOCALE "E" DI ETERO, LE CONSONANTI "LGBT", LA "U" DI UOMO E LA "D"DI DONNA (E ALTRO) - trattatello sull'utilizzo di un alfabetorelazionale

ASTERISCO 

"Buona serata a tutt*" - che cosa vuol dire? Mi è capitato di leggere frasi spezzate, tagliate di netto, recise. L'asterisco moncherino a fare capolino, irriverente, per dire tutto ciò che con un intero alfabeto non siamo in grado di esprimere. Una stellina solitaria, un mono-segno per declinare le persone che non si riconoscono nella "a" e nella "e", oppure nella "o" e nella "i". Per gioco, per provocazione, vi rimando alla "u". 

"Buona serata a tuttu, tutte e tutti" - Non vi piace? Nemmeno a me. I limiti della "a" e della "o" risuonano come cancelli, non da abbattere ma dai quali salutare l'altro, l'uguale, il diverso. 
Ci sono creature umane che sostano sulla soglia. Ci sono esseri viventi che danzeranno sempre sul limite. 

BISESSUALE

La bisessualità umana è prima di tutto un fatto psicologico. Essa "corrisponde al dato di fatto biologico che sono il maggior numero di geni maschili o femminili a determinare il sesso. Il numero minore dei geni dell'altro sesso sembra formare un carattere del sesso opposto che però per la sua minore potenza resta solitamente inconscio" (Carl Gustav Jung, "Ricordi, sogni, riflessioni")

CONGIUNZIONE PSICHICA

Ti sposi dentro, dai la mano al tuo diverso, al differente da te, all'altro-interiore. Lo fai sapendo di essere poliedrico, ma soprattutto completo. Quando gli elementi maschili e i femminili fanno a pugni dentro di te, puoi diventare una maschera dell'uno o dell'altro sesso, puoi recitare sul palco del teatro estremo, del nulla assoluto. La congiunzione non è confusione. Non è dire "vale tutto". La congiunzione presuppone che tu sia cosciente del tuo corpo sessuato. Gli alchimisti l'avevano capito; sapevano come funziona l'incontro perfetto tra Venere e Marte, tra Regina e Re, tra Luna e Sole. Mettevano insieme i metalli, gli alchimisti. Non è un viaggio facile. Non è un viaggio breve.

DIFFERENZIAZIONE

La differenziazione è un processo mentale che indica lo sviluppo di differenze fra le varie funzioni psichiche. Dal "tutto indifferenziato" si separano le varie parti, si riduce l'ambivalenza e si distinguono le tendenze specifiche delle singole funzioni. La differenziazione è una qualità che distingue il maschile dal femminile nella mente androgina. L'androgino psichico (e alchemico) prende spunto dalla nostalgia dell'unità narrata da Platone, ma se ne differenzia perché è un risultato, uno sposalizio che occorre alla fine del viaggio. Esso non è una commistione di parti, non è un ermafroditismo psichico per cui l'una (parte) varrebbe l'altra nello svolgere un dato ruolo psichico o concreto.

ERMAFRODITO

Figlio di Ermes e Afrodite. In Ovidio - Metamorfosi IV. Ermafrodito quindicenne si allontana dalla regione dell'Ida e giunge in Caria, nelle vicinanze di un lago. Salmacis, la bella ninfa delle acque, si innamora di lui e, mentre stanno facendo il bagno, lei ne approfitta per avvinghiarsi al giovane e pregare gli dei affinché nulla li possa più separare. In questo modo nasce un corpo commisto, non congiunto. (A.Faivre, F.Tristan - "Androgino")

FEMMINISMO


C'è un ritorno delle voci delle donne. Le donne ricominciano a parlare. Avevano smesso? Chi lo dice? Io? No. Le donne parlano. Molte donne dicono "no" alla maternità surrogata, nonostante le accuse di #omofobia. Trovo molto ben espresso questo pensiero nel seguente articolo (clicca sull'asterisco, ah!, l'asterisco...): *

Non so dire di me: "sono una femminista", ma posso dire che per me non è un insulto l'utilizzo del termine "femminile". Posso dire che non ritengo inferiore, svilente, umiliante, noioso, negativo o quant'altro di brutto si possa pensare il dire "femminile". La poesia delle donne, le scritture femminili, le femmine effemminate o mascoline. Le femmine femminili e falliche, facenti femminile pensiero. La "f" è una bella lettera, secondo me.

GAY

L'ambiente gay, i gay di qua e di là, le chat gay, l'amore gay, i maschi gay, i papà gay, i matrimoni gay, la subcultura gay, la musica gay, i locali gay, le saune gay, le coppie gay. Quella volta che a Milano mi volevano lasciare fuori da una discoteca gay perché le donne non erano ammesse. Le dark room gay, i battuage gay. Scusa, sei gay? Sono gay, non sono gay. Amare un gay, un gay per amico. I gay cosa pensano dei gay. I gay che affittano gli uteri - non dire mai "affittare uteri", mettere un appunto, appenderlo sul frigorifero - sono numericamente inferiori agli eterosessuali che scelgono questa via per avere figli. Mamma, sono gay. Ma cosa me ne frega, se sei gay o no. I gay uccisi, umiliati. Schierarsi coi gay oppure no. 

H

Pensare tutti di capire tutto gli uni degli altri.
Capire tutto gli uni degli altri.
Non capirci un'acca.

INFLAZIONE PSICHICA



"Dilatazione della personalità al di là dei suoi limiti individuali per una identificazione con un archetipo" - possiamo dire un mito, una figura simbolicamente importante, una divinità, l'immagine di una divinità - "o, nei casi patologici, con una figura storica o religiosa. Nei casi normali si presenta come una specie di presuntuosità ed è compensata da corrispondenti sentimenti di inferiorità" (C.G.J.) - Può appartenere anche a gruppi di persone. 

Può. Appartenere. Anche. A. Gruppi. Di. Persone.

LGBT versus o insieme alla E?

Una domanda aperta, che a tratti mi sembra apra risposte. A tratti le chiude. Leggo nei social network ripetizione di concetti quali: "eterosessuali uccidono le mogli", "eterosessuali tradiscono", "eterosessuali non esistono", "eterosessuali omofobi", "la famiglia eterosessuale dove sta?" 
Vedo fotografie spammate nei gruppi LGBT, immagini nelle quali si sottolinea il fallimento (sai che novità) dell'ideale amoroso maschio+femmina. Certamente. Dall'ideale al reale significa crescere. Forse l'umanità sta crescendo, sta diventando più cosciente di se stessa. Guggenbuhl-Craig, analista junghiano d'eccellenza, in "Matrimonio vivi o morti" mostra la battaglia tra gli uomini e le donne per quella che è. Un campo minato di esperienza. Un campo da lavorare per fare crescere il futuro. 
Vedo fotografie nelle quali la coppia gay riluce, santificata e magica, contro uno scenario di violenze domestiche e dico francamente che non è svilendo la relazione eterosessuale che le persone LGBT possono trovare pace con se stesse. Non è dando dell'omofobo a chiunque fatichi a comprendere, a chiunque sia dubbioso, a chiunque resti titubante sui "nuovi diritti" che si creerà un dialogo fecondo. Non adesso, per lo meno. 
Concludo questo punto dicendo che per quel che mi riguarda sono favorevole alle unioni civili e alle adozioni. Sulla maternità surrogata ho dubbi. Vorrei tenerli, questi dubbi, e riflettere e informarmi e confrontarmi ancora sul tema senza sentirmi dare della medievalista. 


MATERNITA' SURROGATA

Per chi faticasse a trovare i principali articoli che ho scritto sul tema, seguite gli asterischi:


*

NUDA VERITAS 


La Nuda Veritas è un'opera di Gustav Klimt, un olio su tela del 1899 (252 x 56,2). Nella prima versione del dipinto, ovvero nella realizzazione grafica dell'immagine per la rivista Ver Sacrum, il pittore riporta una frase di Leopold Schefer:

  • La Verità è fuoco e parlare di Verità significa illuminare e bruciare.

Nessuna seduzione, solo l'essere nudi e crudi senza paura. 
Che cosa avviene se la forza della verità tua si scontra con la mia? Che cosa avviene, quando tu ti specchi nello specchio che ti porgo e io mi vedo, nuda e cruda, nel tuo?
Ti ricordi quel gioco che giocavamo da bambini, quando, se mi dicevi "cacca", io ti dicevo "chi lo dice sa di esserlo", e viceversa?

#specchioriflesso
Per essere #civili occorre che nello specchio prenda forma il nostro dialogo.

#nudaveritas 
Ieri sera ho archiviato una filastrocca che parla di lei, la nuda fanciulla, la verità mostruosa, nel blog che racconta le "favolesvelte".

ORO IDEALE

Nel procedimento alchemico, nell'opera immaginale e concreta degli antichi adepti dell'arte di trasmutare il piombo in oro, la Regina, la madre, la donna, la Luna, insomma - il femminile - è in se stessa contenitore e contenuto. Lei è per tutti noi, uomini e donne, la Madama Alchimia, il Vaso in cui - insieme - ci prendiamo il tempo per nutrirci delle nostre stesse carni simboliche, delle nostre luci e ombre. Lei è il Vaso simbolico nel quale ci laviamo, grattandoci la schiena, accarezzandoci, ripulendoci dal Nero della Nigredo, delle ombre che ci attanagliano, dell'odio e della violenza che ci tiene lontani gli uni dagli altri, per ritrovare i colori delle differenze.

"È un elemento assai sottile della Cantilena di Ripley - scrive Jung in Mysterium Coniunctionis - il fatto che le voglie di gravidanza del mondo materno primitivo vengano soddisfatte con carne di pavone, vale a dire con la propria carne, e con sangue di leone, ossia con il proprio sangue.
Il conflitto proiettato all'esterno, per essere sanato deve ritornare nella psiche del singolo, da dove inconsciamente era nato.

Anonimo del XV* secolo - Iride
Chi voglia uscire vittorioso da questo declino, deve celebrare un'Ultima Cena con se stesso, mangiare e bere la propria carne e il proprio sangue, riuscire a conoscere l'altro presente in lui stesso ed accettarlo."

Vale per tutti e per tutte.
Ma per tutt*?

PARADOSSO


#madovestalaverità?

  • "La verità sta nel paradosso" - ci dice Carl Gustav Jung; sta nella lingua biforcuta del serpente, sta nella saggezza mercuriale degli alchimisti, sta nel dirsi camaleonte.

Il linguaggio immaginale è comprensivo delle differenze; il dire poetico accoglie senza negare, apre lo spazio a tutte le lettere dell'alfabeto. Il linguaggio che sa immaginarsi non si oppone a nessun colore e non diventa una pappetta marroncina perché ha il dono dell'arte in ogni pennellata.

QUALE FUTURO



Non è dato sapere, ma possiamo tendere ad una meta che comprenda le differenze senza annullarle, una meta di dialogo fertile.

RE E REGINE

Gli opposti alchemici sono uniti nel principio mercuriale, dal paradosso, dal gioco di parole. Ma essi rimangono Re e Regine, soli e lune, uomini e donne. 

SIMBOLO 

"La migliore espressione possibile per qualcosa di sconosciuto. Il pensiero simbolico non è lineare ed è controllato dall'emisfero destro del cervello: è complementare al pensiero logico, lineare, controllato dall'emisfero sinistro." (Glossario di D.Sharp)
"Il simbolo vivo" esprime l'inconscio, lo lascia parlare. Quanto più universalmente questo linguaggio è diffuso, "tanto più universale è anche l'azione del simbolo, giacché fa vibrare una corda affine in ciascuno." (C.G.J.)

TUTTI, TUTTE E GLI ALTRI

Travalicare i binomi per piazzarsi saldamente sulla soglia degli opposti non significa libertà di essere se stessi. Le strade sono complesse, lunghe, oscure, sconosciute, irte di ostacoli, a volte, invece, sono semplici. Non puoi decidere chi sei recidendo anche per me ciò che non appartiene a te, se appartiene a me. Non puoi recidere il passato né decidere il futuro. Non è una questione di morale, non sei quel che vuoi essere, non vuoi quel che sei stato, sei o sarai. 

Eppure hai un Io.
Un Io fluido, se vuoi. 
Sarebbe auspicabile, un Io fluido.
Che ti aiuta a dirti, a darti, a relazionarti con altri.

UROBORO

Il serpente che si morde la coda è "il simbolo primordiale della verità alchemica" e indica la natura circolare dell'opera della vita. (C.G.J.) Spezzare l'uroboro significa dare avvio alla coscienza come procedimento, uscire dall'Eden dell'idealizzazione di...


VITA 

ZETA

Ogni fine non sia che nuovo inizio.

martedì 5 gennaio 2016

TORINO-ROMA - psicologia del weekend "imperfetto" - il #giocodellecittà e #adotta1blogger

Sono nata a Milano.
La famiglia di mio padre si muove e opera sotto la Madonnina da generazioni.
Mia madre, invece, è di origini venete: Venezia città  e dintorni lagunari, con antiche radici cinesi.
Sì, cinesi.
Mian significa cotone. Ma anche faccia, bianco, luna. 

Io non ho viaggiato granché oltre i confini dell'Europa, se non con la mente. Ho preso più di un volo onirico, da perfetta sognatrice e donna creativa. Di fatto, so bene di essere tale - una creativa - e non lo nascondo, soprattutto non lo nascondo più a me stessa.

Sono venuta ad abitare a Torino all'età di vent'anni; ho scelto questa città per poter studiare psicologia e per specializzarmi in psicoterapia. Mi sono fermata nella capitale sabauda per cominciare a lavorare, e adesso è sempre qui che vivo e godo la mia quotidianità. Viaggiare è per me un desiderio sempre desiderabile, ma solo qualche volta realizzabile. I miei itinerari mentali sono chilometrici, operativi nel profondo come il periplo di un antico alchimista. Chissà se, tempo permettendo, adesso che sto per compiere un'età che sento come "gli anni al giro di boa", nella seconda parte della vita - vita permettendo - potrò partire sempre più spesso con treni, navi e aerei?


Voglio raccontarvi di un weekend romano. Lo faccio per gioco, giocando - appunto - con la bella Anna Pompilio, una donna molto interessante, secondo me. Lei è Business Analyst e blogger presso la casa accogliente de La Kasa Imperfetta - A cosa giochiamo? Giochiamo al #giocodellecittà. 


Il "gioco delle città" è nato scherzando, ridendo via chat e scrivendo pensieri su #adotta1blogger, o meglio in #adotta1blogger - il gruppo attivo su Facebook e come Blog di Paola Chiesa, ideatrice del tutto, sul quotidiano La Stampa.

Io racconterò la mia esperienza romana in pochi punti, con qualche immagine.
Lei, romana, farà lo stesso narrando il proprio viaggio a Torino. 
Creeremo la nostra mappa in "pensierini" e qualche immagine.
Non essendoci incontrate dal vivo, abbiamo pensato di raccontare le reciproche impressioni in un quadernetto di viaggio e di scrivere due articoli connessi su questo argomento.
Via!
Partiamo!



WHY ROME?


Perché sono andata a Roma
Dal 4 al 7 dicembre ho partecipato a un congresso molto importante per gli analisti membri dell'associazione IAAP (International Association of Analytical Psychology) e per i terapeuti di orientamento junghiano come me: il tema dell'incontro, del raduno che ha chiamato a Roma più di centocinquanta psicologi e filosofi e sociologi da ogni angolo del mondo era proprio il mondo contemporaneo con le sue sfide. 

E' stato il mio primo congresso internazionale come relatrice. 

Ho portato all'attenzione dei colleghi il tema sul quale rifletto da tempo: la maternità surrogata. In Italia siamo ancora in alto mare. La "surrogacy" è una faccenda che si fa ma non si dice. Ho letto articoli a centinaia; ho visto film, interviste, documentari; ho scritto diversi pensieri su questo argomento. 
Dove? QUI e QUI.
Insieme a Silvana Graziella Ceresa, psicologa analista, sto per aprire un forum permanente di confronto tra psicologi e ricercatori sul tema in questione.

E gli altri? Gli altri partecipanti hanno mostrato immagini di guerra. C'erano analisti ebrei e palestinesi. C'erano le fotografie di Reno Papadopoulos, scatti colti all'interno di un campo allestito per i rifugiati.  Ho apprezzato il pensiero creativo di Andrew Samuels, e l'intervento interessantissimo dello psicoanalista cinese Heyong Shen, il quale ha raccontato la storia - vera - delle bambine uccise e sparite dalla scena cinese durante gli anni del più rigido controllo demografico.

E la sera: danze! A Roma divertirsi alla cena di gala del sabato sera, continuare lo scambio di informazioni con analisti provenienti da tutto il mondo e incontrare dopo tanti anni un'amica e collega.


Un pennello contro il cielo - fotografie di R.P.



ANEDDOTI


Immersa in un clima internazionale me ne andavo in giro per la città, dopo le relazioni dei professionisti junghiani, e tra un "good evening" e l'altro mi veniva naturale ordinare un "coffee" ai baristi "de Roma".  
Nessuno si stupiva, altro che. 
E' proprio vero che Roma è città cosmopolita, apertura internazionale. 

Ciò che mi ha lasciata un po' stranita, invece, è stato il modus operandi dei camerieri fuori dai bar-caffé più chic e dai ristoranti. Quando avevo visitato la città nel 1990, non mi ero accorta della "modalità baccaglio potenziali clienti". Un cameriere, a Roma, deve essere estroverso e un poco attore, per convincere il passante di turno a entrare nel suo esercizio, per accalappiare il ben-capitato e non farsi fregare il turista dal locale che si trova un po' più in là. Occorre sfoderare un bel sorriso e sperare in un: "Yes, I'm hungry!"... maleducatissimo ma verace.






In albergo, a gambe!



UCCELLI


Lo dico. 
Della città mi sono rimasti impressi gli uccelli. 
Pennellate hitchcockiane. Nero su blu. Bianco e verde, schizzi di rosso. Le grida acute, i fruscii. L'odore acre, nauseabondo, del guano. Le chiazze sulle panchine e il disegno escrementizio sulle pietre millenarie. Il logo del congresso era un volo di uccelli, un volo fuori dalla gabbia, oltre tutte le gabbie. 
Le colombe nel dipinto di Folon
Sì, devo ammetterlo. Gli uccelli sono il "dettaglio" che mi ha affascinata di più. Gli stornelli a migliaia, il periplo aereo che ha segnato gli abiti al nostro arrivo sulla terrazza del locale più elegante che si possa immaginare al Campidoglio. 
I gabbiani ovunque, come se Roma fosse città di mare. 
I pappagalli dalle penne brillanti, luci verdi nei parchi. Pappagalli pirati sulle palme. 
I pappagalli verdi! 
A Roma?




DETTAGLI


Non potevo non pensare alla grande bellezza. la bellezza romana che sta nei dettagli. Credo che questo sguardo ci accomuni, a me e ad Anna Pompilio. 
Scorci di una vetrina, un muro sbrecciato, l'angelo che sta nell'angolino. L'occhio osservatore, analitico, il battito di ciglia.









Good bye!