OPINIONI SULLA CRESTA DELL'ONDA - l'insostenibile opinabilità di ogni opinare


Manichin-e a San Salvario, Torino - foto di giornata

Senza scampo: il diritto di parola per tutti è il nuovo must del conscio collettivoDiritto propugnato con fervore un po' ovunque nei bar, al mercato (c'era un tempo in cui per luogo pubblico si intendeva solo la piazza del paese, il supermercato, il cortile della zia...) e, naturalmente, nella rete. Il famigerato dappertutto globale.
Proprio adesso, mentre prendo un succo di pomodoro condito, ecco che un avventore del bar in cui mi trovo domanda alla barista: "Ma hai letto dell'ultima sparata di Miss Italia?"  
Nello stesso momento - non capisco quale sia la frequenza - la conduttrice del programma in onda parla di lei, la ragazzina della quale si è già parlato abbastanza.  
Ma perché parlarne?
Stiamo tutti zitti.
Muti.
Fermiamo le dita.
Riflettiamo in silenzio. 
Da adesso.
Per cinque minuti.

Sono passati i cinque minuti?

Eh?

Zitti non sappiamo stare.
Da un argomento che provoca infiammazione alle mani, costrette a digitare sulla tastiera, passiamo ad un altro non appena l'onda emotiva è passata. 
Che cosa abbiamo colto, nel mezzo?
Siamo arrivati ad una soluzione? Abbiamo compreso l'essenza della faccenda, tenendo a mente ogni lato della questione? 
Ne dubito, non me ne vogliate. 

Sarebbe bello.

Sarebbe bello che si potesse parlare di tutto con toni delicati - ma non troppo.
Sarebbe bello che ci perdonassimo, l'uno all'altro, le sviste, le dichiarazioni eccessive, le evidenti cazzate, guidandoci alla riflessione, alla re-visione di noi stessi. Sarebbe bello confrontarci ed educarci a vicenda senza invadenza, senza prevaricazione. Per aiutarci.
In un mondo in cui il "sarebbe bello" fosse davvero un "è bello", a Miss Italia qualcuno avrebbe suggerito con affetto di riprendere gli studi, di approfondire il tema. Forse il suo inconscio, con quella frase, le stava dicendo: "Abiti in un contesto superficiale. Conoscere la guerra ti porterebbe a riconoscere la malattia, la sofferenza, la morte. Il Pathos. Gli adolescenti della tua generazione e i giovani adulti hanno avuto tanto, forse troppo. Sacrificio e privazione sono per loro parole grosse..."
No?
Dico stupidaggini?

Che ne sappiamo?
Che ne sapete voi? 
Qualcuno parla dal profondo dell'animo di quella ragazza?
Qualcuno può pensare di parlare dal profondo dell'animo di qualcun altro e giudicare senza proiettare sul "nemico", sull'altro diverso da se stesso, l'Ombra che non riconosce allo specchio?
Nel mondo bello, nessuno avrebbe chiamato puttana una fanciulla per ciò che è uscito dalla sua bocca. 
Ogni opinionista avrebbe fatto silenzio, non sarebbe stato necessario gridare.
E allora avremmo potuto avviare le nostre macchine del tempo per esplorare non solo il 1943 ma anche il Medio Evo della caccia alle streghe, il Rinascimento sfavillante, la Rivoluzione Industriale e poi saremmo ritornati qui, senza scegliere nessuna epoca in cui vivere se non questa.
Questa, certo.
E renderla un pochino migliore. 

Noi non possiamo fare altro che stare con i piedi per terra e volare con la fantasia, "facendo anima" - nel senso hillmaniano della questione - comprendendo come il supporto, il sostegno ai bambini e ai giovani sia anche il guidarli allo sviluppo della creatività, unica forza vitale di ogni individuo in formazione - adulti compresi, i quali sono in formazione di vita continua. 

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