"WE (DON'T?) NEED ANOTHER HERO" - c'è bisogno di accordo per creare una musica di mondi





Tina cantava: non abbiamo bisogno di un altro eroe. 


1. We don't need another hero?

Ne abbiamo davvero bisogno, invece, di eroi. Soprattutto se la via eroica non è quella del classico cavaliere in armatura votato alla sconfitta dei draghi fiabeschi, dei lupi cattivi, del mostro. Il mondo contemporaneo necessita di eroi lunar-solari. 

Vorremmo eroi capaci di compiere un difficilissimo "doppio lavoro": uccidere simbolicamente draghi, lupi mannari e mostri, per poi salvarli nella realtà dei fatti; gente capace di curar loro le ferite, insomma.
Troppi lupi non tanto cattivi sono stati uccisi. 
Troppe grandi madri sono state negate, troppe serpi sono state calpestate dal piedino felpato di Vergini affrescate nelle chiese odorose d'incenso. 
Troppe streghe sono state bruciate in onore del dio unico, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. 
Occorrono nuovi eroi armonici con la terra. Eroi coscienti del fatto che QUEL DRAGO da redimere è una parte di loro stessi, oltre che un aspetto della controparte femminile fuori e dentro il mondo psichico. 
Eroi capaci di ri-vivificare il drago, il lupo, il mostro che accomuna l'eroe stesso alla fanciulla. 
Già, perché dietro ogni principe e alle spalle di ogni principessa c'è una coda animale - simbolica, s'intende - che accomuna ogni essere umano riportando l'anima all'Anima Mundi.

Perché è dentro di noi che nascono le favole. 


AURORA CONSURGENS - XV° secolo
Smembramento e rivivificazione del drago.


"Come la scissione fra maschile e femminile guarisce", scrive la junghiana Marion Woodman ne Lo sposo nascosto/L'aspetto maschile nella psicologia della donna, edito da Red, "anche la polarizzazione fra bene e male, fra sentimento e non-sentimento guarisce. La guarigione trascende gli opposti. A questo punto, il maschile creativo può svilupparsi e risplendere attraverso l'Io della donna che lo ama, fa l'amore con lui e vive con lui un rapporto continuo, dando alla luce i figli creativi e spirituali della loro unione. Per molte donne, naturalmente, il risultato più importante consiste in un rapporto con un uomo maturo e affettuoso, ma tale rapporto non è che il prodotto secondario di un lavoro che è avvenuto all'interno." 

Un prodotto secondario, infatti. 
Poiché il rapporto con un uomo in carne e ossa può essere un'ipotesi esistenziale accanto alle altre opzioni, secondo le quali un'eroina contemporanea in pace con se stessa e con gli uomini che le sono vicini può anche liberamente scegliere di partire da sola per Timbuktu, o di dedicarsi allo studio delle termiti del legno e, ritornando a casa, andare a dormire col gatto. E così via, inventandosi e reinventandosi la propria vita.


3. L'eroe redento è redentore ...
  
L'eroe alchemico lunar-solare non si limita a uccidere il drago.

Gli eroi e le eroine di oggi possono imparare ad accogliere in se stessi l'antica paura del nemico, un nemico che vive nella differenza.
Questo nemico è il lato  selvaggio del  femminile. 
Questo nemico è il maschile sulfureo e vagabondo.
Non occorre negarli, i nemici.

Non occorre livellarli in nome di una ipotetica parità dei sessi, se così facendo le differenze scompaiono in "sfumature" senza forma.  Un po' di inquietudine, un poco di guerra tra i sessi è persino funzionale alla possibilità di un'incontro. 

Che cosa possiamo fare, allora, chiederà qualcuno? Dove lo mettiamo questo drago? 

Sostenere il percorso dell'eroe lunar-solare significa accogliere anche il drago, l'istinto animale in noi, poiché egli è l'essenza immaginale, è la  nostra libertà di essere poliedrici, è il "daimon della nostra psiche immaginale" - ci spiega James Hillman - troppo spesso fatto a pezzi dall'Io eroico unilaterale. 

Il male e il pericolo in se stessi e nell'Altro devono essere compresi ma non rigettati o negati. E' questa la grande favola che ci accomuna: accedere all'ignoto dentro se stessi ci conduce a fare i conti con l'altro-da-noi. Dietro l'ignoto compare la scoperta, sotto forma di nuove fratellanze.


3. L'eroe va di moda?

Percorsi esperienziali più o meno psicologici rimandano alla "Via dell'eroe": viaggi dell'eroe, iniziazioni dell'eroe, percorsi predefiniti, elenco di immagini scelte... Ed ecco libri di ogni genere, siti internet che illustrano quali passi seguire. Sembra di leggere un Routard dell'anima.

Non dico di diffidare delle strade già tracciate.
Non lo dico ma lo dico, insomma.
L'eroe lunar-solare vi chiederà di partire per l'ignoto, non per una crociera o per un tour tutto-compreso.
Ogni indicazione potrà essere un aiuto, a patto che non diventi un dogma in onore di questa o quella favola, senza disdegnarne nessuna.



Per approfondire: 
- http://www.homolaicus.com/teorici/propp/propp.htm - un link che vi offre le informazioni basiche su Propp, ma consiglio la lettura di "Morfologia della fiaba", se desiderate approfondire l'argomento "percorsi eroici".
- https://books.google.it/books/about/Il_femminile_nella_fiaba.html?id=-U5MGQAACAAJ&source=kp_cover&redir_esc=y - Marie-Louise Von Franz, come minimo...






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