LA BALLATA DEI 33 CALIFFI - una storia che storia non è



Dopo aver letto IL BUONGIORNO di Massimo Gramellini non posso evitare di diffondere questa storiella da bettola del porto, un racconto che sembra divertente, ma non c’è proprio niente da ridere. Di questi tempi.  

La ballata è tratta da "Favolesvelte", in pubblicazione con Golem Edizioni.


P.S.: "IO NON HO PAURA!"

Trentatré califfi andarono a Roma
ma uno di loro cadde nel coma
poiché lo stirò un tir in tangenziale;
gli altri si fecero molto, molto male.
Nonostante il male andarono a Roma
ma passando vicino a Via Poma
uno di loro fu colto da un raptus
e ne uccise un altro con un cactus.
Trenta califfi abbandonarono il killer
e, un po’ nello stile di Henry Miller,
andarono a battone nella notte
ubriachi per il vino nella botte.
Rimasero in ventinove, chi lo sa perché
ma il giorno dopo ne persero altri tre
dentro un bar corrotto, tra la folla,
ché alle bombe non scattò la molla.
Fuggirono in ventisei verso Milano
affittando un’auto senza freno a mano.
Precipitando fino in fondo al burrone
non ne emersero con notizie buone.
Ventiquattro, più o meno, illesi,
contarono i soldi non ancora spesi.
Decidendo di averne abbastanza,
si fermarono a cercare una stanza.
Quella notte l’influenza intestinale
fece scempio con dolore bestiale
di tre dei califfi - ora sono ventuno,
ma poi il mattino ne morì uno.
Venti califfi giunsero alla metropoli
che a loro pareva il Monopoli
e come penitenza fecero preghiera
verso il tramonto fino alla sera.
Tre di loro si persero dentro il metrò
e gli altri si arrabbiarono un po’
quando in diciassette barbuti
che non parlavano italiano, muti
di fronte al Duomo, tra i piccioni,
capirono di rompere i coglioni
alla folla di cinesi con la Nikon
che volevano: “Foto Foto Fikon!”,
con questi diciassette omoni
confusi con i santi o con i barboni.
Uno dei califfi gridando tentò
di far scoppiare bombe ma, oibò!,
la bomba implose come infarto
e lui cadde giù perdendo un arto.
Gli altri si dispersero tra i turisti,
finendo nelle vie degli artisti.
Le sue vesti bianche un po’ da suora
attrassero l’attenzione della nuora
di un facoltoso affarista, formosa
e bionda, che di uno si fece sposa
e Dominatrix, Madonna della vita,
lasciando la “famiglia bene” allibita.
Quanti ne restano, dunque? Ecco …
Quindici uomini a mettere il becco
dentro la bottiglia di rum pessimo,
a dimenticar la missione, al massimo
a dire:
“Avremmo potuto conquistare l’Italia, Roma, Milano e armare la gente in onore di Allah, ma noi non siamo religiosi, in effetti. Siamo reietti ovunque tu ci metti!”.

Per ascoltare la ballata, vai più o meno a metà del video qui sotto (evviva la precisione!) ---





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